Quarta soluzione (D)

Sistema ALTERNATIVO DI TRASMISSIONE


5) Descrizione estesa della Quarta soluzione antidiffetto differenziale


Qualunque sia il numero di ruote slittanti restano tutte ugualmente motrici.
Sistema di trasmissione artigianale ulassese. Definito artigianale perché non utilizza nessun sensore, nessuna centralina, o altri sistemi tipo: ABS, ASR, o ESP.
Il sistema di trasmissione ulassese è stato ideato per autoveicoli aventi: quattro ruote, con le due anteriori sterzanti, un motore, un cambio marce ed un solo differenziale autobloccante.
Esempio di come dovrebbe funzionare:
a veicolo assemblato e rifornito del necessario, per poterlo mettere su strada è necessario:
- far girare, di una tacca, la chiave nel quadro in questa posizione (e solo in questa) per far aprire le valvole 20). Si mette in funzione la pompa 18) e si accende la spia 29).
Le camere di espansione 12), condotta 14) compresa, hanno ciascuno una capienza di 46 cm3 (pari a 46 bar di pressione interna).
La funzione della pompa 18) e di aspirare olio dal serbatoio 19) e spingerlo attraverso la condotta 16) nelle quattro camere 12).
Dopo
Dopo aver spurgato con la valvola 17) e la pressione interna nelle camere 12) ha raggiunto 46 bar,  la pompa 18) si ferma, le valvole 20) si chiudono, e la spia 29) si spegne.
La pressione a 46 bar, giusta e necessaria, impacchetta o dischi femmina 34) e i dischi maschi 35).
I dischi impacchettati, facendo corpo unico, rendono le ruote 37) sempre ugualmente motrici.
Infatti, se marciando slittano tre ruote, la quarta ruota gira con tutta la forza disponibile; le tre slittanti non scappano, per questo non hanno bisogno di essere pinzate, continuano a girare libere alla stessa velocità di quella aderente.
Se si crea differenza di giri fra le ruote anteriori e posteriori il problema non risolve il differenziale 3); se slittano le due ruote anteriori o posteriori il problema lo risolve l'autobloccante 3); invece il problema della differenza di giri fra le ruote interne ed esterne, che si crea curvando, lo risolvono i giunti frizione 13).
Supposto e ammesso che le ruote anteriori, collegate al piantone 21), sterzino 36 gradi, che la mezzaluna 22) abbia nel suo perimetro di 18 cm. 36 denti, uno ogni mezzo cm., che il primo dente sinistro della mezzaluna 22) combaci con l'ingranaggio esterno 15a) della pompa 38a), che il primo dente destro della mezzaluna 22) combaci con ingranaggio esterno 15b) della pompa 38b), ne consegue che, quando si sterza a sinistra, la mezzaluna 22) - con l'aiuto di un adeguato servosterzo -  tramite l'ingranaggio 15a), fa ruotare in senso orario la pompa 38a). Ruotando in questo senso, la pompa 38a) sottrae dalla camera 12a) e 12b) 2 cm3 di olio ogni dente che gira dell'ingranaggio 15a).
A metà sterzata, cioè 18 gradi, la mezzaluna 22) ha percorso metà del suo movimento a sinistra, cioè 18 denti, col risultato che la pompa 38a) ha sottratto dalla camera 12a) e 12b) 18 cm3 di olio cadauna mandandolo nel serbatoio 19).
A sterzata totale, sia nella camera 12a) che in quella 12b), sono rimasti 10 cm3 di olio, pari a 10 bar di pressione, giusti necessari per il trascinamento delle ruote interne.
Raddrizzando lo sterzo 21), la mezzaluna 22) - sempre aiutata dal servosterzo - fa ruotare la pompa 38) in senso antiorario, riportando l'olio dal serbatoio 19) nelle camere 12a) e 12b).
Quando lo sterzo 21) torna al punto morto 23), la pressione interna delle camere 12a) e 12b) è tornata a 46 bar. Tutte le ruote fanno uguali giri con uguale forza.
Se si sterza e si raddrizza a destra sia lo stesso risultato della sterzata raddrizzata a sinistra.
Si conclude che, curvando a destra o a sinistra, nelle camere 12), che risultano interne, l'olio diminuisce in proporzione alla sterzata, con ritmo di 2 cm3 cubici per dente che gira nella mezzaluna 22).
Con la stessa proporzione diminuisce la pressione, come diminuisce la spinta verso gli spingi dischi 33), e altrettanto diminuisce l'attrito tra i dischi 34) e 35); come, nella stessa misura, diminuisce il numero di giri delle ruote interne. Altrettanto nelle ruote interne diminuisce la forza. Istantaneamente la forza non consumata dalle ruote interne passa alle ruote esterne.
Raddrizzando, con lo stesso ritmo, nelle ruote interne aumenta: l'olio, la pressione, la spinta verso gli spingi dischi 33), l'attrito fra dischi 34) e 35), il numero di giri e la forza motrice, fino a che lo sterzo 21) si è riportato al suo punto morto 23).
Se lo sterzo 21), in qualsiasi grado si fermi, stazionano tutte le attività che dipendono dal suo movimento.
È sottinteso che la disposizione, i numeri e le dimensioni, non sono tassativi, ma necessariamente indicate esclusivamente a titolo esemplificativo. Tanto per dare l'idea del progetto.

NB. Nel caso che, affrontando una curva a gomito, slittino le due ruote esterne e si abbia difficoltà, è consigliato raddrizzare bene il volante e abbassare la leva 39).
Così si è scollegata la mezzaluna 22) dalle pompe 38) e tutte le ruote girano con uguale forza.
Superata la curva, raddrizzare bene il volante e risollevare la leva 39).