Mostra di decoupage nella biblioteca comunale

ULASSAI. Per una settimana, dal 22 fino al 28 maggio, nella biblioteca comunale è stata allestita un’interessante mostra espositiva di decoupage. Ad organizzarla è stata la locale associazione culturale “Sa perda e su entu” in collaborazione con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Soru.  «Nato in Cina nel XII secolo, con l’avvento della carta - afferma Giuseppe Cabizzosu, presidente dell’associazione culturale e bibliotecario comunale - il decoupage è un’antica tecnica decorativa e pittorica che deve il proprio nome francese a Maria Antonietta, nella cui corte era particolarmente diffusa e applicata. Questa tecnica di grande suggestione (il cui nome, letteralmente, significa “ritaglio”), consiste nel ritagliare, comporre, incollare e fissare con vernice trasparente immagini di qualsiasi tipo sugli oggetti più disparati. L’oggetto così lavorato, grazie a innumerevoli mani di vernice alternate a carteggiature, assume un aspetto caratteristico, come laccato».  Beatrice Zucca, autrice delle numerose opere esposte, ha applicato la tecnica classica del decoupage al recupero accurato di antiche fotografie di Ulassai, creando una notevole quantità di oggetti di vario materiale: dal legno al cartonato, dal metallo al vetro e alla ceramica, tutto dal singolare effetto pittorico ed espositivo.  «Il risultato che ci si è proposti in questa mostra - prosegue Cabizzosu - è stato un mix godibilissimo di particolare pregio e interesse, con la creazione di oggetti di uso nobile e quotidiano, impreziositi da singolari e rare riproduzioni di scorci, visi, paesaggi (che appartengono alla storia fotografica di Ulassai e non solo).  Le opere realizzate dall’artista ulassese sono rimaste esposte al pubblico tutti i giorni di apertura della mostra, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 19. Dietro richiesta, Beatrice Zucca ha proposto al pubblico una dimostrazione pratica e operativa delle principali tecniche e metodiche compositive di questa singolare forma di arte minore.  «L’evento - conclude Cabizzosu - si inserisce in un più ampio e articolato progetto di promozione, recupero e valorizzazione delle numerose risorse culturali, artistiche e letterarie presenti nei piccoli centri ogliastrini. Paesi normalmente esclusi dai circuiti alti della produzione e divulgazione culturale, nonché trascurati dai centri di distribuzione della cosiddetta cultura (con la C maiuscola) ma che, non di rado, nascondono al loro interno insospettabili perle di indiscusso e apprezzabile valore».(l.cu.)