Ulassai festeggia la nonnina

Domenica grande cerimonia per Massimina Pili

 

ULASSAI. La locale associazione culturale “Sa perda e su entu” (la pietra e il vento), ha conferito l'onorificenza di socio onorario alla nonnina Massimina Pili, in occasione del suo centesimo compleanno. «Una cerimonia per festeggiare un secolo di vita - afferma il presidente dell'associazione culturale ulassese, Giuseppe Cabizzosu - si terrà domenica 8 nel nostro paese, che si stringe affettuosamente attorno alla sua cara nonnina. Anche Ulassai entra nel novero dei numerosi paesi ogliastrini che ospitano centenari. E' la volta di una esile nonnina nata l'8 agosto del lontano 1904. L'associazione le ha voluto offrire una preziosa pergamena con il titolo di socio onorario».

     Anche l’amministrazione comunale ha voluto festeggiare la ricorrenza con una targa ricordo, che sarà consegnata dal sindaco Giovanni Soru. Classica donna ogliastrina, emblema vivente di una esistenza intera dedicata con forza e passione ai più alti e nobili valori di onestà, lavoro e famiglia,  "sia Massimina", come è affettuosamente chiamata da tutti, esprime in maniera pressoché inalterata, quella ruvida dolcezza tipica delle nostre donne.

     Per Cabizzosu si tratta «di una durezza apparente, ammantata da una tenerezza infinita, una ruvidità esteriore che ricopre, ma non soffoca, quella fertile e meravigliosa ricchezza che è sempre stata la fonte inesauribile della nostra terra e della nostra storia».

     Alternando il duro lavoro nei campi all'amorevole ed attenta cura della famiglia, passando per le angustie di due guerre mondiali, "sia Massimina" ha conosciuto le disperate ondate migratorie, il boom economico, la guerra fredda, il disgelo, la costruzione e la caduta del muro di Berlino, fino alla distruzione delle Torri gemelle di New York.

     «Ed è ancora qui - fa rilevare il presidente di "Sa perda e su entu" - incrollabile, come quelle rocce senza tempo che sovrastano l’abitato di Ulassai, con quel suo dolce e fermo sorriso sulle labbra, che sembra incantare anche il tempo. Quante vicende sono passate su quelle fragili spalle. E se pare quasi di perdersi tra le bellissime e profonde rughe del suo volto, è solo un’illusione subito fugata da quel suo dolce messaggio di speranza e di incrollabile fiducia  in un domani migliore.

Auguri e atteros annos menzus.(l.cu.)