Come ricordare l'on. De Murtas

CAGLIARI.  Ricorre oggi il quinto anniversario della scomparsa all’età di 42 anni, in un incidente stradale al termine di una riunione politica, del deputato Giovanni De Murtas, segretario regionale del Pdci,. Il vertice del partito sarà oggi a Ulassai per la commemorazione. In suo ricordo, ecco una nota del circolo culturale che porta il suo nome e firmata da Ribelle Montis, Daniele De Murtas, Salvatore Serra, Annarella Casu, Vinicio Garau, Cristina Perra, Giorgio Madeddu e Nino Serpi.  Giovanni De Murtas era stato eletto deputato nel 1994 e riconfermato nel 1996. In sei anni di attività parlamentare si prodigò instancabilmente nell’affrontare i problemi della Sardegna. In particolare si impegnò sulla vicenda della cartiera di Arbatax, riuscendo a scongiurarne la chiusura. Giovanni veniva dalla scuola, dove aveva insegnato per dodici anni, e forte fu il suo impegno, da deputato, nell’ambito dell’istruzione; si batté per i valori ideali di una scuola diversa, di un sistema scolastico strumento di democrazia sostanziale e di crescita sociale di tutti e per tutti. Sua è la legge che prevede l’assegnazione dei libri di testo in comodato, molta parte ebbe nella difesa delle scuole Esmas, fondamentale fu il suo impegno per la difesa e il rilancio della scuola pubblica.  Come ha ricordato l’allora presidente della Camera, Luciano Violante, oltre ad essere uno dei parlamentari più attivi della XII e della XIII legislatura, De Murtas era anche tra i più disponibili. Aveva sempre e comunque l’attenzione ai problemi di tutti, la capacità, la pazienza e l’umiltà di ascoltare, raccogliendo dolori e preoccupazioni, a partire dai più deboli; sapeva annodare rapporti solidi e duraturi, spiegando verità e aiutando a comprendere e a governare la complessità dei processi. In sei anni di vita da deputato raccolse la stima, l’affetto e la considerazione da parte di tutti, degli amici come degli avversari.  Era un grande militante comunista che univa, come pochi, le doti di un’alta formazione teorica a quelle dell’organizzatore, del seminatore che quotidianamente inocula il seme sotto traccia, consapevole che poi darà i suoi frutti. Bravo ad interagire con i media, ma convinto che solo il rapporto personale con i compagni, i lavoratori, gli insegnanti può dare gambe a un progetto di lotta politica che mette al centro maggiore democrazia e maggiori diritti.  Nel ricordarlo, pensiamo che non sia più procrastinabile l’impegno a lavorare per l’istituzione di una Fondazione intitolata al suo nome. E infine una nota di apprezzamento per l’Associazione culturale di Ulassai “Sa perda e su entu” che è alla seconda edizione del premio letterario “Giovanni De Murtas”.