ULASSAI, la nuova edizione del concorso letterario "Istillas de lentore"

 Il premio anti globalizzazione

«Vogliamo favorire il dibattito su lingua e cultura sarda»

 

Ulassai. Anche l'Ogliastra ha finalmente il suo premio letterario in lingua sarda. Dopo l'esperienza positiva della prima edizione del 2005, l'associazione culturale locale "Sa perda e su entu", presieduta da Giuseppe Cabizzosu, rilancia il premio letterario "Istillas de lentore". Il premio viene indetto in collaborazione con l'amministrazione comunale di Ulassai.

 

ULASSAI.  «Concepito per favorire la ripresa del dibattito sulla lingua e la cultura identitaria sarda - afferma Giuseppe Cabizzosu - il premio letterario in limba “Istillas de lentore”, riservato al suo esordio alla sola provincia Ogliastra, per l’edizione 2007 ha allargato i priopri confini all’intera Sardegna, rivolgendosi a tutti i poeti, ma anche agli estimatori e appassionati residenti fuori dall’isola. L’originaria anima del premio ha spinto gli organizzatori ad affiancare a una sezione regionale un’altra sezione specifica riservata ai poeti ogliastrini, con il compito precipuo di promuovere la partecipazione in un’area geografica da sempre sprovvista di appuntamenti di tal genere».  Il presidente di “Sa perda e su entu” rimarca che al premio letterario in lingua sarda possono partecipare tutti i sardi e gli ogliastrini, residenti e non, con particolare riferimento agli emigrati e residenti all’estero. Sono ammesse tutte le tipologie di composizione poetica, anche senza rima. Le opere dovranno pervenire entro il prossimi 31 luglio, al seguente indirizzo: Associazione culturale “Sa perda e su entu”, Ulassai - c/o biblioteca comunale, corso Vittorio Emanuele II, numero 73, 08040 Ulassai.  Per le condizioni di partecipazione ci si dovrà attenere al regolamento del premio, consultabile sul sito www,saperdaesuentu.it, oppure si potrà richiederlo alla segreteria del premio in lingua sarda.  Per Cabizzosu, “istillas de lentore”, come tutti i premi di letteratura sarda «si erge a baluardo dell’identità di un’isola, in cui la disaffezione per la lingua e la cultura locale, ancora da molti disprezzate e denigrate, continua ad assumere dimensioni sempre più preoccupanti e cerca strenuamente di difendere la dignità di un popolo costantemente minacciato da un senso di globalizzazione selvaggia».  Viene lanciato un accorato richiamo a tutti i poeti, studiosi e appassionati «per sorreggere l’isola e traghettarla verso un mondo migliore, senza omologarsi a modelli e idealità che non appartengono alla nostra storia e tradizione».(l.cu.)