05 dicembre 2002 NUORO Pagina 55
  
Ulassai.
Gli anziani impegnati in una singolare lezione
Riproposto ai giovani l’antico rito dell’aratura

Ulassai Il meraviglioso ciclo del grano, dal seme al pane fragrante che arriva ogni giorno sulle nostre tavole, è il filo conduttore di una iniziativa promossa dall’associazione culturale “Sa perda e su ’entu”, guidata da Giuseppe Cabizzosu, in collaborazione con alunni e docenti delle scuole elementari. Nel territorio di Neuletta, un tempo granaio della zona, è stata riproposta l’aratura con i buoi e un antico aratro di legno. Davanti agli occhi stupiti dei ragazzini delle scuole, gli anziani del paese si sono cimentati nelle operazioni di aratura e semina. Dopo l’aratro di legno è stata la volta dell’aratro in ferro, segno dell’evoluzione, lenta ma costante, dei mezzi agricoli fino al trattore. Nella lezione sul campo i grandi protagonisti sono stati ancora una volta i buoi, guidati sapientemente nelle operazioni di aratura come in quelle di erpiciatura per sotterrare il seme del grano sparso poco prima nei solchi ancora fumanti. L’aratro trainato dai buoi è stato per secoli l’unico strumento per la semina del grano. I terreni venivano ripuliti della macchia mediterranea tramite la roncola e le sterpaglie venivano bruciate senza estirpare i ciocchi dal terreno che poi veniva arato e seminato. Un anziano contadino ha riproposto davanti ai ragazzi le operazioni della semina con il sacchetto del grano legato alla vita. I semi sono stati sparsi sui solchi aperti con larghi gesti della mano e poi sotterrati tramite un grande ramo trascinato dai buoi.
Ora l’appuntamento è tra qualche mese quando il grano già nato verrà ripulito dalle erbacce mediante la zappatura a mano. Le tappe successive del ciclo antico del grano saranno la mietitura, la trebbiatura, la macinatura con una mola antica girata da un asino fino alla panificazione con la creazione delle forme magiche del pane dalle mani sapienti delle donne e la cottura nel forno a legna.

Nino Melis


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