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Ogliastra

Pagina 33

 
Ulassai
 

I giorni terribili dell'alluvione rivivono in un documentario

 

ULASSAI. Ulassai fa un tuffo nella memoria. Domenica, alle ore 18, l'associazione culturale "Sa perda e su entu" proietterà alcuni frammenti di un documentario girato a Ulassai e Jerzu nel 1952, dopo la terribile alluvione del 1951 che devastò la Valle del Pardu e provocò l'abbandono dei vecchi paesi di Osini e Gairo. L'avvenimento si terrà nella sala conferenze di Barigau, a partire dalle ore 18.

   Gli splendidi paesaggi di Ulassai, in tempi recenti, sono stati scelti spesso come set cinematografici. Bastino gli esempi di "Sonetaula" di Salvatore Mereu e "Sa regula", opera prima del giovane regista jerzese Simone Contu.

   Pochi però ricordano quel primo lungometraggio, di cui per anni si è persa ogni traccia. Numerosi sono stati gli sforzi delle varie associazioni culturali per trovarne una copia. Ricerca difficile e per molto tempo infruttuosa. Neanche il ricorso ad istituti autorevoli come la Cineteca Sarda e Rai Teche ha prodotto risultati.

   Per la televisione erano anni quasi pionieristici e mancava una precisa metodologia di raccolta, conservazione e catalogazione. Le stesse comparse utilizzate a Ulassai e Jerzu dimenticarono l'episodio. Per di più, pochi poterono vedere il documentario, visto che all'epoca ben pochi possedevano un televisore.

   Qualche anno fa, grazie al lavoro di restauro di antichi filmati condotto dal direttore di Raitre Sardegna, Romano Cannas, il filmato tornò inaspettatamente alla luce. L'associazione culturale "Sa perda e su entu" riconobbe all'interno del documentario "Sardegna quasi un continente", girato nel 1961 dal regista lanuseino Marcello Serra, alcuni preziosi fotogrammi che dovettero appartenere a quel filmato.

   Questa scoperta ha rinnovato l'impegno dei soci che hanno recuperato il ricordo dell'evento, scavando nella memoria degli anziani e delle comparse ancora in vita. I loro ricordi faranno da corredo a quei pochi ma intensi minuti di celluloide. (f.m.)      

Una veduta dell'abitato di Ulassai (archivio US)